06/09/2008

Post-it: spazio aperto per opinioni e commenti

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05/09/2008

Annacamento.... Ora annacamuni!!!

1572763042.jpgHo letto su SiciliaInformazioni.it un articolo a firma del direttore Salvatore Parlagreco, una delle firme più importanti del giornalismo siciliano, su uno dei costumi che caratterizzano la nostra Sicilianità: l'annacamento. Vi invito a leggere di seguito questo esilarante articolo, che solo Andrea Camilleri potrebbe trasformare in un saggio sul modo di vivere nei vari spaccati della società siciliana.

"L’annacamento è una disposizione d’animo, suggerita dalla diffidenza, dal bisogno di guardarsi attorno e non dare risposte affrettate. Talvolta, molto raramente, è il prodotto dell’insicurezza. Si manifesta “masticando” le parole, usando i muscoli facciali, sperimentando l’indugio, cercando la dilazione. Si prende tempo, ci si affida ai pensieri, ai gesti minuti. Si accenna piuttosto che riferire, si tergiversa, si gira in tondo, ci si ferma all’incipit, agli interrogativi, alla vuota digressione. Se affinato e rispettoso della buona educazione, può divenire un’arte. Colui che la possiede ne trae vantaggi incommensurabili. Il luogo privilegiato dell'annacamento è la Sicilia. L'attitudine ad annacarsi si è sviluppata nel tempo e come tante altre "virtù" si è trasformata nel suo contrario. E' diventata un ossimoro. C'è infatti chi l'usa per affrettare qualcosa e chi per ritardarla all'infinito. "Dai, annacati", urla, impaziente, qualcuno quando non ne può più di aspettare chi si sta ciondolando, indolente. "Non t'annacare", rimprovera un altro, quando si acorge che la risposta ricevuta è, in realtà, una non-risposta. L'accezione originale, comunque, è pigliarsi il tempo che si vuole, il lasciarsi dondolare dai pensieri e non dare conto alle sollecitazioni altrui. L’annacamento non ha bisogno di una motivazione, una ragion pratica. E’ un abito mentale, un modo di essere. 972284510.jpgTalvolta ingentilisce i lineamenti, costringe ad abbassare, seppur lievemente, le ciglia, a socchiudere gli occhi, ad illanguidire lo sguardo per ingraziarsi l’interlocutore che incalza con le sue domande, freme per ottenere risposte, attende trepidante una parola. Che non arriva e potrebbe non arrivare mai. Quando la parola giunge a destinazione è una specie di cactus nel deserto: non è esaustiva, né concreta, ma vaga, fumosa e condita da incipiente raucedine. La voce spesso si altera, percorre la cassa toracica con difficoltà ed espelle umori indesiderati. L’annacamento è uno strumento essenziale della politica siciliana. Che dice l’onorevole? "Si annaca" Che ti ha raccontato l’amministratore? Niente, si annaca. Che cosa fa il direttore del…? Rigorosamente nulla, si annaca. Il sindaco ha firmato la delibera? No, s'annaca. Letteralmente annacamento significa cullare o cullarsi. Nasce da “naca”, cioè culla, dal greco nake. Ma una culla particolare, piuttosto una cesta appesa al tetto, un'amaca fatta di vello di pecora, nella quale l’infante viene adagiato ed aiutato a prender sonno. L’annacamento del fanciullo è leggero, gioioso, accompagnato possibilmente da una cantilena, una ninna-nanna, una canzoncina. Evoca, dunque, ritratti dolci della mamma con il suo bimbo. Ben diverso l’annacamento della politica, che tende a mascherare la realtà, a non offrire informazioni, ad impedire che “si sappia”, a confondere le idee di avversari e alleati, amici e nemici. 1136361213.JPGNessuno, infatti, ha il diritto di sapere; intendo, sapere veramente. Può avere notizia di ciò che sanno tutti, ma non di ciò che accade realmente. Meno si sa, meglio è insomma. Le regole della trasparenza in Sicilia divengono regole dell’annacamento. L’omertoso, l’incerto, il diffidente, il furbo si annacano per ragioni diverse, talvolta opposte. Si lasciano cullare dall’indugio, cercano di non farsi svegliare dalla realtà, di rimanere assopiti, cullati:  un provvidenziale distacco dal contesto o dalle persone, da chiunque stia turbando l’equilibrio delle cose. Che devono andare come vanno. L’annacamento può far pensare al fatalismo, ma non c’entra nulla. La componente “greca” del carattere siciliano non ha nulla a spartire con l’annacamento. Magari è un figlio spurio, una specie di deviazione, un affluente che si ingrossa ed esonda nel contesto che più gli si addice, la politica. Sarebbe ingiusto emettere una sentenza inappellabile di condanna nei confronti dell’annacamento. Qualche volta esso diventa una preziosa ancora di salvataggio; per esempio, quando chi vuole tutto e subito pretende l’impossibile e non è opportuno rispondere con un secco no dalle conseguenze imprevedibili. Altrettanto utile quando annacarsi equivale a prendere tempo per evitare guai. Nessuno sa recitare l’annacamento meglio di un siciliano colto alla sprovvista e costretto a barcamenarsi davanti all’incalzare del “capo” che vuole tutto e subito. Di questi tempi sono in tanti a scegliere l’annacamento. L’opposizione politica, per esempio, preferisce annacarsi quando deve assumere posizione su argomenti che non ha affrontato e sui quali ci sono opinioni marcatamente diverse. L’uomo di governo si annaca quando non trova la quadra. Nei tribunale qualche volta ci si annaca perché non si sa che pesci pigliare e si rinvia la sentenza di udienza in udienza. Nella scuola ci si annaca, inventando grembiulini, voti di condotta ed altro, per non affrontare le questioni essenziali. Negli ospedali ci si annaca 1405960934.jpgquando il paziente presenta sintomi non riconoscibili. Si annaca anche il calciatore che non sa a chi passare la palla, l’innamorato che sta per tradire ma non se la sente, lo scrittore che gira attorno alla storia perché non sa come concluderla. L’annacamento, comunque, resta il carattere distintivo del siciliano che non vuole crescere, non vuole affrontare la realtà, ha paura delle innovazioni, privilegia le consuetudini, il favore invece che il diritto, la rappresentazione della realtà alla realtà, la virtualità alla concretezza. La rete può diventare perciò il luogo privilegiato dell’annacamento. Il nostro compito è impedire che lo diventi. Ce la faremo?" 

28/05/2008

Brolo: Polo della formazione per il turismo

6224a05f2b0a3950ab0ee620040125a7.jpgBrolo si candida a diventare polo dei Nebrodi per la formazione nel settore del turismo. Partirà con il prossimo anno accademico 2008-2009 il primo anno scolastico del del Nuovo Istituto Professionale per i Servizi Alberghieri e della Ristorazione, l'unico statale dei Nebrodi. Sempre per l’anno accademico 2008-2009, con delibera di giunta n.33 del 04.03.08 è stato approvato lo schema di protocollo d’intesa tra il Comune di Brolo e l’Università di Messina 6e8b19d181b5952c65fd35efc66ddd1b.jpgper l’istituzione del Corso di Laurea in economia del turismo e dell’ambiente della Facoltà di Economia. Il lavoro svolto dall’amministrazione precedente nel settore dell’istruzione ha dato i suoi primi frutti, e questa amministrazione dovrà gestire al meglio questa grande opportunità per il futuro dei giovani brolesi e dei giovani del comprensorio, oltre che opportunità e fonte di sviluppo economico per il paese e per i Nebrodi. 

10/05/2008

Bilancio Comunale 2008. In tre parole: soddisfazione, cautela e prospettiva

370cde119beff50778268d323b5ecabd.jpgNella seduta del Consiglio Comunale del 7 maggio è stato approvato, con i voti della sola maggioranza consiliare, il Bilancio di Previsione 2008. Un bilancio che si può definire in tre parole: soddisfazione, cautela e prospettiva. Nella sezione interventi in Consiglio Comunale i motivi che hanno indotto a votare il bilancio 2008. Inoltre, per la prima volta è stato presentato il Bilancio Sociale 2007. http://www.brolo.it/images/relazione2007.pdf

28/04/2008

Si poteva fare...... bastava crederci!

451d5534778ea24a9f0b879b480c53ad.jpgBastava crederci! E' questa l'unica e amara riflessione che scaturisce dopo il risultato elettorale dello scorso 14 aprile. E Anna Finocchiaro non ci ha creduto per la Sicilia, per lo meno quanto Veltroni per il Governo Nazionale che, con entusiasmo e caparbietà, lo ha visto combattere fino alla fine. Peccato, perchè Anna Finocchiaro era un candidato alla Presidenza della Regione Sicilia sicuramente di spessore e le sue qualità politiche sono indiscutibili e riconosciute da tutti. Dopo il ricompattamento del centrodestra con il ritiro della candidatura di Miccichè, la Finocchiaro di fatto ha abbandonato la campagna elettorale siciliana, limitandosi a semplici e freddi incontri con associazioni e categorie varie: eppure doveva aver percepito che nella due giorni di Veltroni in Sicilia, l'entusiamo della gente che partecipava ai comizi di Veltroni era alto e che quella era la strada da perseguire. Incontrare la gente nelle piazze siciliane, sulla scia di Veltroni che incontrava la gente nelle piazze italiane. Vedere nell'ultima settimana di campagna elettorale la Finocchiaro sul palco di Bologna, quando sarebbe stato più opportuno vederla su quello di Catania, Messina, Palermo o qualunque altra città siciliana, ha di fatto sancito quale era l'esito della competizione: sicuramente una sconfitta. Ma in pochi pensavamo che si scendesse sotto il 41,64% ottenuto da Rita Borsellino nel 2006. Nessuno che si arrivasse al 30,38% il 14 aprile del 2008. Bastava crederci, ed Anna Finocchiaro non ci ha creduto. Purtroppo non è stato sufficiente per contenere i danni, il grande lavoro che hanno svolto i singoli candidati del PD e dell'onnipresente 695ed4344391e39d5f33af5b491eac82.jpgsegretario regionale Genovese, che hanno colmato nella nostra provincia e non solo, l'assenza dell'attore principale. Infine, sono state ingenerose le accuse più o meno velate, rilasciate dalla Finocchiaro, nei riguardi dei quadri dirigenti del PD siciliano che subiranno oltre al danno la beffa della mancata assegnazione del seggio del secondo miglior piazzamento del candidato presidente, viste le manifeste intenzioni di Anna Finocchiaro di optare per il Governo Nazionale piuttosto che guidare l'opposizione in Sicilia. Il risultato ottenuto in Sicilia dalla Finocchiaro non credo passerà inosservato a Roma dove manifesta le sue massime aspirazioni, così come non può essere dimenticato in Sicilia dove è rimasta purtroppo un altra ferita che bisogna subito sanare in quanto sono prossime le elezioni provinciali e le amministrative. Agli eletti all'ARS del PD della nostra provincia un compito non facile, ed anche per questo l'augurio per tutti di un buon lavoro. 

31/03/2008

ICI: abolizione totale prima casa & agevolazioni

1b9e14129239961bb1592a4743a98072.gifOgni promessa è un debito per l’Amministrazione Comunale di Brolo, guidata dal sindaco Salvo Messina che mantiene fede ad un importante impegno assunto nel programma elettorale lo scorso anno. Infatti le famiglie brolesi che abitano nella casa di proprietà godranno, da oggi, della detrazione totale. Questo è quanto stabilito da  una delibera ratificata ieri dal Consiglio Comunale di Brolo sulla determinazione della disciplina complessiva dell’ICI per l’anno 2008. Il deliberato in oggetto è un insieme di provvedimenti a favore dei cittadini che possono così sintetizzarsi:

-abolizione  dell’Ici sulla prima casa;

-abolizione  dell’Ici per i primi tre anni sugli immobili ristrutturati del centro storico e destinati ad uso commerciale;

-abolizione dell’Ici per i primi tre anni dall’inizio dei lavori di costruzione di nuovi alberghi;

-riduzione dell’Ici, dal 7 per mille  al 4 per mille,  per i primi tre anni sugli immobili del centro storico ristrutturati e  destinati ad uso abitativo, diversi dalla prima abitazione;

-riduzione dell’Ici, dal 7 per mille al 5 per mille per i primi tre anni su tutti gli immobili sui quali verranno installati impianti per la produzione di energia elettrica o termica per uso domestico.

Per il sindaco Salvo Messina, commentando l’azione propositiva del consiglio comunale, che con il suo larghissimo consenso al provvedimento ha, secondo il primo cittadino, dimostrato maturità e attenzione alle reali esigenze del paese che vanno al di fuori delle sterili polemiche dal gusto retrò elettorale, ha voluto sottolineare il certosino lavoro tecnico preparatorio dell’assessore al ramo, Enzo Di Luca, al quale va certamente il merito di aver trovato gli spunti giusti per definire il complesso meccanismo tributario e che ha avuto il pieno plauso ed il costante supporto del gruppo di maggioranza consiliare.
Il sindaco, dunque, ha voluto sottolineare e ringraziare quei consiglieri che hanno determinato questa presa d’atto, evidenziando altresì che quest’indirizzo politico apre nuovi sviluppi anche per la valorizzazione del centro storico ed il suo sviluppo commerciale, sottolineando anche l’attenzione che l’amministrazione brolese, ancora una volta,  dedica alle famiglie ed al loro reddito ed alla qualità della vita.
Ovviamente l’abolizione dell’Ici per i primi tre anni dall’inizio dei lavori di costruzione di nuovi alberghi incentiva a Brolo l’investimento in questo comparto che assicura posti di lavoro e investimenti.

09/03/2008

Rifiuti: la Sicilia regione a rischio!

b347ba42b2dfbae888369348c60b0638.jpgGestione ''arretrata'' dei rifiuti, ''grave emergenza'' in cinque regioni (Calabria, Campania, Lazio, Puglia e Sicilia), produzione boom con 32 milioni di tonnellate nel 2005 contro i 26 milioni del '96, ancora primato assoluto della discarica con il 54% dei rifiuti urbani raccolti. Intanto la raccolta differenziata divide l'Italia in tre con il 38,1% al nord, il 19,4% al centro e l'8,7% al sud. Grave il quadro sulla gestione dei rifiuti speciali e pericolosi: ''Ben 26 milioni sono scomparsi nel nulla nel 2004''. Commissariati per l'emergenza ''un fallimento costato 1,8 miliardi dal '97 al 2005''. Questa la fotografia scattata in un dossier al centro dell'VII Congresso nazionale di Legambiente.

La nostra bella isola rischia di divenire una discarica a cielo aperto nel bel mezzo del Mediterraneo. Una copia in bello stile della già nota emergenza rifiuti che sta distruggendo l’immagine della terra ai piedi del Vesuvio, e dell’intera Italia, agli occhi del mondo. Uno dei primi punti che il prossimo governo regionale dovrà affrontare sarà quello degli ATO in Sicilia e l’iter per sbloccare le normative per la 14bd60497e24df8c9be9a6b5b5480ced.jpgcostruzione di alcuni inceneritori nel territorio siciliano. Quattro i siti previsti, tra cui uno a Bellolampo (Palermo), Casteltermini (Agrigento), Augusta (Siracusa) e Paternò (Catania). E’ necessario però che in Sicilia si attui una volta per tutte una seria politica di sensibilizzazione popolare per la raccolta differenziata. Complessivamente la regione dovrebbe raggiungere l’obbiettivo del 20% di differenziazione dei rifiuti, ed attualmente ben sotto questo normale risultato.

Un Italia ancora una volta divisa in due. I Comuni del Nord riutilizzano e risparmiano toccando livelli europei. E’ vero che il Settentrione è partito almeno 10 anni prima chiudendo le discariche e attrezzandosi con la raccolta differenziata, il riciclaggio, il compostaggio e inviando agli inceneritori solo quello che restava. A Milano e Torino si supera il 39 per cento di raccolta differenziata, a Roma si sfiora il 20, Napoli fanalino di coda come ben noto con 89980a9fa652f8f426912d62d85d3d33.pngl’8%. Intanto a Torrenova, il Cnr sta sperimentando un nuovo sistema di smaltimento chiamato Thor, ideato dal Consiglio nazionale delle ricerche assieme alla Società Assing spa di Roma. ``Come un mulino di nuova generazione - ha spiegato Paolo Plescia, ricercatore del Cnr e ideatore del progetto - l`impianto Thor riduce i rifiuti a dimensioni microscopiche, inferiori a dieci millesimi di millimetro. Il risultato dell`intero processo è una materia omogenea, purificata dalle parti dannose e dal contenuto calorifico, utilizzabile come combustibile e paragonabile ad un carbone di buona qualità``. Qui, dalle nostre parti, a momenti vedremo esplodere la situazione, non perchè per il momento le strade siano paragonabili a quelle di Napoli (e fortunatamente ancora non lo sono), ma per l'eccessivo uso della discarica di Mazzarrà Sant'Andrea, dove scarica praticamente quasi tutta la prov. di Messina ivi compreso Brolo, destinata presto o tardi a non poter più contenere l'ammasso di rifiuti là convogliati.

6055f9dc1d10344e0ba39063b1000de6.jpgQuindi, la raccolta differenziata è il punto principale per evitare un disastro annunciato, e la raccolta differenziata è soprattutto il punto debole dell’ATO Messina 2 che insieme ad una gestione sconsiderata, peraltro, fortemente contrastata da questa Amministrazione Comunale,  ha prodotto solo un un aggravio delle bollette e un deficit che rischia di portare al dissesto finanziario la società d'ambito, gravata da oltre 30 milioni di euro di debiti. A tal proposito, voglio ribadire della nascita a Brolo di un comitato spontaneo "Sopruso RifiutATO" nato per promuovere e coordinare tutte le iniziative necessarie per contrastare il caro bollette dell'ATO2. Presidente del comitato è l'Avv. Natale Bonfiglio e la sede si trova a Brolo in Via Solferino, 2. L'incapacità dell'Ato Me 2 di avviare la raccolta differenziata sul nostro territorio avrà, come risultato tangibile, il probabile imminente collasso della discarica di Mazzarrà Sant'Andrea. Qualunque serio sistema di trattamento dei rifiuti non può prescindere dalla raccolta differenziata col sistema “porta a porta”, l'unica che consente il raggiungimento del 60-70% di rifiuti differenziati. In questo modo si potrà applicare una tariffa puntuale, facendo pagare in base alla quantità di rifiuti effettivamente prodotto, e non in base alla superficie o al numero di componenti del nucleo familiare, premiando chi produce meno rifiuti e li differenzia di più. Il ricorso agli inceneritori diventa successivo, richiedendo la realizzazione di piccole strutture che lavorino solo la parte residuale dei rifiuti non riciclabili.

08/03/2008

Giornata Internazionale della Donna

 8 marzo, Festa della Donna
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è un giorno di celebrazione per le conquiste sociali, politiche ed economiche delle donne.
4554426121a230d9e8523cee54cf7fdd.jpgIn questa occasione mi piace ricordare le donne afghane ed in particolare il ruolo che hanno avuto con il loro coinvolgimento nella vita politica del loro paese e che ha portato a una ricostruzione del paese più veloce, equa, democratica e stabile.
"La presenza attiva delle donne nella società e la loro partecipazione alla vita politica sono elementi fondamentali per il raggiungimento rapido di una condizione di equità e tranquillità che porti a una società prospera". È quanto si legge nel rapporto  Women and Nation-Building, uno studio sul ruolo delle donne nella ricostruzione economico-sociale di un paese dopo un conflitto, condotto e pubblicato in questi giorni dalla no profit Rand Corporation (Research And Development Corporation). I ricercatori hanno analizzato il ruolo giocato dalle donne nelle recenti attività di ricostruzione dell'Afghanistan. Una nazione che, dopo la caduta dei Talebani nel 2002, ha attuato una politica di promozione della figura pubblica della donna. Contrariamente a quanto sostenuto dalle agenzie di sviluppo e dai responsabili politici infatti, l'analisi ha dimostrato che il coinvolgimento delle donne ha portato a una ricostruzione più veloce, equa, democratica e stabile della società. bb0fb66ea13b7b378f8d50507d5c4386.jpgLe donne di questo paese, per ragioni religiose e culturali, sono sempre state relegate al solo ruolo di madri e mogli. Per incentivare la loro partecipazione alla politica nazionale e locale si sono attuati vari piani. Innanzitutto è stata data loro la possibilità di votare nelle proprie abitazioni private (il voto nei luoghi pubblici è permesso ai soli uomini) e, in seguito, quella di utilizzare l’open voting. Si è assistito così a un aumento costante negli anni del numero di donne che esercitano il voto (nel 2003, il 40 per cento dei votanti era costituito da donne, ma le iscritte alle votazioni erano il 75 per cento delle donne, contro il 68 per cento degli uomini). Di pari passo è aumentata la loro accettazione sociale e molte hanno anche cominciato a partecipare attivamente candidandosi. Per le afghane, si legge nel rapporto, il concetto di sicurezza sociale si è dimostrato differente da quello convenzionalmente conosciuto. Per il 47 per cento infatti, questo consiste nel poter accedere ad alfabetizzazione e istruzione, per il 33 per cento nell’ampliamento dei diritti femminili e per il 32 per cento in una assistenza sanitaria più efficiente. Secondo gli studiosi, "è proprio la diversa sensibilità e la diversa visione della società che si è rivelata f698cbc9d469613604ed6e3c0c17aa23.jpgimportante nella ricostruzione del paese: la presenza pubblica delle donne è stata fondamentale per lavorare e stabilire i rapporti con le comunità locali, più efficace di un cambiamento repentino attuato da una classe politica esclusivamente maschile".
In definitiva, dove le donne partecipano, gli uomini hanno solo da imparare!
Auguri a tutte le donne!

07/03/2008

"Sopruso RifiutATO" Comitato contro il caro rifiuti dell'ATO2

59c6f2bfb06f55a527a0b693b5e9c23a.jpgSi è costituito a Brolo il comitato spontaneo "Sopruso RifiutATO" nato per promuovere e coordinare tutte le iniziative necessarie per contrastare il caro bollette dell'ATO2. Presidente del comitato è l'Avv. Natale Bonfiglio e la sede si trova a Brolo in Via Solferino, 2

06/03/2008

Firma per un fisco a misura di famiglia

25cc157567a0aa4eefab784f841e42b1.jpgAnche le Acli di Capo d’Orlando aderiscono alla petizione promossa dal Forum delle Associazioni familiari, raccogliendo le firme ‘Per un fisco a misura di famiglia’. Realizziamo la promozione e la tutela della famiglia prevista dalla Costituzione. Ciò che è bene per la famiglia è bene per il Paese!
Una firma per il bene della tua famiglia, di tutte le famiglie!
Per maggiori informazioni clicca il link: http://aclicapodorlando.blogspot.com/ 

Michele Starvaggi e Vincenzo Princiotta - Resp. ACLI di Capo d'Orlando

03/03/2008

Se Berlusconi vince le elezioni l’Italia sarà sempre più divisa.

b64e7f489044b783d7ab7e806e9ca484.jpgIl nord sempre più a nord, il sud sempre più a sud.

Sembra chiara la strategia di Berlusconi che con il doppio accordo federalista, Pdl-Lega fino a Roma e Pdl-Mpa dalla Campania fino alla Sicilia, vuole dividere in tre l’Italia, riservando per sé la centralità di Roma accentuando così il divario fra Nord e Sud, grazie all’attuazione del principio di sussidiarietà che rappresenta il punto cardine del programma della Lega, che vuole appunto l’Italia divisa in tre macro-regioni. 3ad1219fa13520ebc279bc4341800f45.jpgE in quest'ottica Calderoli e compagni hanno caldeggiato l'accordo tra il Pdl e l'Mpa per facilitare la strategia padana. Mentre la Lega Nord, che del federalismo dobbiamo darne atto, ha sempre fatto il suo cavallo di battaglia sin dalla sua nascita con l’ideologo Gianfranco Miglio, e sul quale ha sicuramente le idee chiare, basti leggere il suo programma,  il Movimento per l'Autonomia  di Raffaele Lombardo oggi cavalca “l’idea di federalismo” senza averne le idee chiare in materia ma con il solo fine di continuare il cuffarismo siciliano.

8d97f6cb8ec3628108bac1ea8cf9a2ff.gifQuello che ancora differenzia la Lega Nord dall’MPA, sono i punti programmatici e come vengono presentati: Programma di Governo per il Sud e la Sicilia quello del  Movimento per l'Autonomia  di Raffaele Lombardo. Più lontani da Roma più vicini a te per la Lega di Bossi. Modi sicuramente differenti di intendere ed interpretare il federalismo.

“…diciamo vogliamo farcela da soli, ma abbiamo bisogno di uno Stato attento. Con questa alleanza solidale possiamo farlo" afferma Lombardo.

“Se vogliamo le riforme dobbiamo farcele, perché nessuno le farebbe al nostro posto. Numerose saranno le riforme della Costituzione che io intendo far partire dalla devoluzione.” replica Umberto Bossi.

Logica dell'”assistenzialismo federalista”contro logica del “separatismo federalista” più disperato.

E Berlusconi? Per Berlusconi tutto va bene, tanto “in Parlamento lavorano in 30 persone. Tutti gli altri devono essere lì, leali e presenti”.

29/02/2008

Bullismo: anche i politici sono cattivi maestri.

e2a601b37993e41fe356f6353cb7309a.jpgIl termine bullismo è la traduzione italiana dalla lingua inglese "bullying", In Italia lo usiamo per spiegare il comportamento di una singola persona o di un gruppo di persone le quali mettono o cercano di mettere in atto comportamenti di umiliazione nei confronti di altri. Tali comportamenti di dominio possono anche non esplicitarsi per forza con atti fisicamente violenti. Spesso cio’ che viene messo in atto dall’aggressore è una vera e propia violenza psicologica che sfocia in comportamenti persecutori a danno della vittima o delle vittime designate. Il bullismo, è un tipico comportamento che si manifesta principalmente nell’età scolare, e che caratterizza  certi atteggiamenti che i ragazzi più rissosi rivelano nei confronti dei loro compagni di classe. “Uno studente è oggetto di azioni di bullismo, ovvero è prevaricato o vittimizzato, quando viene esposto, ripetutamente nel corso del tempo, alle azioni offensive messe in atto da parte di uno o più compagni….l’azione del bullo nei confronti della vittima è compiuta in modo intenzionale e ripetuto”. Questa la definizione di bullismo di Dan Olweus, professore di psicologia all’Università di Bergen (Norvegia), il primo studioso, agli inizi degli anni 70, a essersi occupato in modo sistematico del fenomeno.    Il bullismo è solo un punto di partenza, perché ha le proprie degenerazioni e, quindi, non si trova solamente nelle scuole inferiori e superiori, ma anche all'università, nel mondo del lavoro e nella società d'oggi. Il bullismo esiste anche in politica. Basti ricordare  gli ultimi episodi di bullismo nel nostro Parlamento attraverso spintoni, sputi, insulti eccetera.e79c9cce91f4529b0afffc2611cfe2f1.jpg Il bullismo viaggia anche sul web: i ragazzi, che utilizzano internet sempre, e per fortuna, con maggiore frequenza, che cosa possono apprendere da alcuni politici che si comportano come dei bulli utilizzando siti internet, blog e quant’altro per trasmettere comportamenti anti-sociali. Se è vero, come è vero che il bullismo è un problema serio, grave e che deve essere affrontato, assieme alle sue degenerazioni, a tutti i livelli, e che per prevenire e curare il fenomeno bisogna rieducare ai vari livelli i nostri figli e gli alunni ad una cultura delle emozioni e dei sentimenti, e anche vero che la politica e soprattutto quei politici che si comportano come bulli dovrebbero essere emarginati dalla società che li ha portati a rappresentarli. Spero che un giorno nel Codice Penale sia previsto il reato da bullismo e delle sue degenerazioni.